mercoledì 19 ottobre 2016

SALVA DOCENTI E SALVA ATA. IN DISTRIBUZIONE PRESSO LE SEDI LOCALI

Sono in distribuzione presso le sedei locali, e su richiesta si possono anche inviare in formato digitale PDF via e.mail, il "SALVA DOCENTI" e il "SALVA ATA", vademecum informativi per i docenti e il personale ATA delle scuole. In entrambi i casi si tratta di informazioni preziose, che nel rispetto delle leggi vigenti informano il personale della scuola sui loro diritti/doveri al fine di non subire lo strapotere dei presidi e dei meccanismi infami della cattiva scuola di Renzi e della ministra Giannini. LA BUONA SCUOLA SIAMO NOI !

Due milioni di firme contro la legge 107 della "cattiva scuola" non sono bastate

La Corte di Cassazione ha comunicato al comitato referendario che per i quattro quesiti referendari contro la Legge 107 sono state raccolte poco meno delle 500.000 firme valide. Poche migliaia di firme in meno non consentono di giungere alla prova referendaria. E' stata comunque straordinaria esperienza di confronto e che ha dato voce a centinaia di migliaia di cittadini/e, lavoratori/trici, pensionati/e e studenti che con la loro firma hanno manifestato contrarietà per i contenuti di una legge che snatura il valore costituzionale della scuola pubblica. L'avvio dell'anno scolastico in corso ha evidenziato le contraddizioni, ha messo a nudo tutti gli aspetti, negativi, confusi e anticostituzionali della cosiddetta "Buona scuola": contenziosi legali infiniti, cattedre vuote, alunni disabili ancora senza sostegno, uffici nel caos, tutto per l'arrogante pretesa di poter fare a meno di ogni serio confronto con il mondo della scuola, con i lavoratori, con gli studenti e chi li rappresenta. Il consenso alle nostre battaglie sostenuto dai quasi due milioni di firme, indica una direzione, ci invita ad andare avanti, non arretrare. Le associazioni e le organizzazioni sindacali che hanno dato vita alla campagna referendaria proseguiranno nel contrasto alla legge 107 e alle sue nefaste conseguenze per la scuola della Costituzione. Il Comitato referendario nazionale contro la legge 107

venerdì 30 settembre 2016

LO STRAPOTERE DEI PRESIDI PADRONI PRODUCE MOSTRUOSITA'

Una preside di Nuoro sospende per sei giorni 3 docenti COBAS per non aver voluto ADDESTRARE gli studenti ai quiz Invalsi: pratica, peraltro, condannata dallo stesso Invalsi. La preside dell'Istituto Tecnico Agrario "B. Brau" di Nuoro, Innocenza Giannasi, ha emesso un incredibile ed illegittimo provvedimento disciplinare – che conferma a quali gradi di mostruosa assurdità può portare lo strapotere dei presidi padroni voluto dal governo e dalla sua legge 107 - di sospensione dall'insegnamento, per sei giorni, nei confronti di tre docenti dell'Istituto, tutte aderenti ai COBAS, per non aver voluto "propinare" alle/ai loro studenti/tesse prove di addestramento ai quiz Invalsi. Per svolgere queste prove le colleghe avrebbero dovuto sospendere le attività didattiche programmate. Le tre docenti, una delle quali è la prof.ssa Rosaria Piroddi, docente di matematica e fisica, RSU COBAS dell'Istituto, nonché componente dell'Esecutivo Regionale COBAS Scuola Sardegna, sono state colpite brutalmente per aver deciso di esercitare il loro dovere di insegnanti nell’assoluto rispetto della normativa vigente e dell’art. 33 della Costituzione che tutela la libertà di insegnamento. Non solo è assurdo che si voglia imporre la simulazione e l’addestramento alle prove Invalsi a docenti che non hanno MAI “somministrato” le prove vere e proprie; ma tale tentativo confligge clamorosamente con l’orientamento dello stesso Invalsi (e di strutture analoghe a livello internazionale), che ha ripetutamente giudicato “inutile e dannoso allenarsi ai test” e l’addestramento a prove standardizzate. Basterebbe al riguardo ricordare un passaggio dell’intervento di Paolo Mazzoli, Direttore generale dell’INVALSI, ad un convegno nel giugno 2015, pubblicato sulla rivista scientifica on line Galileo il 4 gennaio 2016 (https://www.galileonet.it/2016/01/perche-e-inutile-e-dannoso-allenarsi-ai-test-invalsi/ : “L’Istituto nazionale di valutazione rileva e misura gli apprendimenti con riferimento ai traguardi e agli obiettivi previsti dalle Indicazioni, promuovendo, altresì, una cultura della valutazione che scoraggi qualunque forma di addestramento finalizzata all’esclusivo superamento delle prove”. D’altra parte appare ovvio persino a noi, che pure siamo contrari all’Invalsi, che non si può preparare gli studenti ai quiz: sarebbe come se nel famosissimo “Lascia e Raddoppia” del secolo scorso, Mike Bongiorno avesse sottoposto preventivamente ai concorrenti del programma televisivo i suoi quiz e li avesse “addestrati” al loro superamento. Insomma, la Giannasi non solo fa un uso sconsiderato dei propri poteri nei confronti delle tre docenti ma si rivela più realista del re, confliggendo addirittura con l’Invalsi, il cui Direttore dovrebbe sconfessare non solo il suo tentativo di “addestramento” (che annullerebbe la stessa “imparzialità” dei quiz) ma dire esplicitamente come queste pratiche, diffuse in tante scuole, vadano annullate immediatamente e per sempre. Peraltro, Giannasi è "recidiva" perché qualche anno fa era stata condannata dal TAR della Sardegna per aver violato le prerogative del Collegio dei Docenti (Circolo Didattico "Furreddu" di Nuoro), rifiutandosi di inserire all'Odg per la discussione in Collegio l'argomento prove Invalsi. Dopo la sentenza del TAR il Collegio deliberò a stragrande maggioranza la propria contrarietà ai quiz ed alcune docenti decisero di non somministrarli ai loro alunni. Comunque, questo grave episodio chiama in causa anche la responsabilità dell'Amministrazione: infatti, il Direttore Scolastico Regionale, Francesco Feliziani, pur sempre informato di abusi analoghi, non muove un dito nei confronti dei presidi che usano i procedimenti disciplinari come una clava per neutralizzare le/i docenti non “genuflessi” e non assume mai alcun provvedimento nei confronti dei presidi che violano le norme, a fronte di migliaia di procedimenti disciplinari attivati in Sardegna, negli ultimi anni, nei confronti di docenti e ATA. I COBAS esprimono la loro totale solidarietà e sostegno, in tutte le forme, alle nostre tre colleghe, annunciando un immediato ricorso al Giudice del Tribunale del lavoro di Nuoro perché vengano annullate queste offensive e illegali sospensioni (che, peraltro, la preside ha deciso che vengano “scontate” tra il 15 ed il 20 giugno quando le lezioni saranno notoriamente già finite). Roma, 9 maggio 2016 Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS